FUORI È PRIMAVERA. DENTRO, È TEMPO DI PULIZIE.

All'improvviso eccomi ... volare
un attimo, un dolore, due attimi mi si sta
capovolgendo il mondo

molto lentamente
ma non lo sto vedendo, me ne sto accorgendo, io
non posso vedere

sono solo una foglia
e mi son appena staccata dal mio compagno
ramo - un attimo, un dolore - 

in questo freddo inverno, compio lentamente la
mia rivoluzione, scambiando il lato del sole con
quello della luna e
allontanandomi, un'ultima volta, da tutto quello in
cui credevo e che mi ha portato avanti finora

il vento mi porta e mi fa sembrare leggera
poi un colpo forte su di me, uno solo ma che mi
fa sentire molto più fredda
un colpo che sarebbe stato vita fino a poco
tempo fa ma ora mi trascina sempre più giù, più
velocemente
una goccia d'acqua
poi molte gocce d'acqua
poi sono a terra e il cielo con me ma non fa male

sono solo una foglia.




- Foglia di Alessandro Sciacca




Mentre guardo Dana sonnecchiare penso: è arrivata la Primavera, il sole sta splendendo, le margherite stanno lì, su quel verde manto che risplende ai raggi. Le api si stanno dando da fare operose e noi siamo qui. Ferme a pensare. Cioè, lei a dormire, io ad arrovellarmi il cervello.
Abbiamo la fortuna di avere un giardino, di assaporare questa strana Primavera. Bizzarra per noi, non certo per Madre Natura. Lei ora è finalmente felice, respira a polmoni un po' più liberi da quando l'essere umano si è fermato. Questo pensiero dovrebbe ridimensionarci, farci scendere dal podio di onnipotenza, inventato da noi, cucito addosso al nostro ego. 
Anche in nostra assenza, il mondo vive ... bene ... anche meglio. Ecco la verità.

Porto Dana fuori, sempre con guinzaglio e pettorina, altrimenti, selvaggia com'è, prenderebbe la rincorsa per un'esplorazione senza criteri, conoscenza e orientamento. Piccola, giovane e incosciente, in mezzo ad automobili, cani e gatti randagi. Per darle più libertà di movimento questa settimana cercherò un modo per allungare il guinzaglio, così potrà scattare senza rischiare di essere bloccata. Non voglio si faccia male. Se avete delle idee su come poter fare scriveteci a catress@martinavalentinimarinaz.it !
Ieri è stata una giornata speciale. Si è svegliata dolcemente la Bora, si faceva sentire anche in casa, con le sue lievi raffiche contro le persiane e gli oggetti del giardino scaraventati ovunque. Dana era spaventata, perché non capiva cosa stesse succedendo là fuori.
Perché la non conoscenza spaventa, ti fa costruire machiavellicamente delle supposizioni che inquinano la mente.
Allora ho deciso di portarla fuori e presentarla a signora Bora. Non è stato un incontro molto amorevole. Troppi rumori, troppi movimenti improvvisi di quel cespuglio, di quella sedia ...  e quello stendino che è finito a terra?
"Va bene", mi dico, "per oggi è abbastanza, un po' alla volta". D'altronde lei è bolognese, non è abituata alla natura triestina... 
Una volta rientrate in casa, lei era più tranquilla. Conosceva ormai il motivo di tanto trambusto.

È appena arrivata la Primavera, che stagione meravigliosa amici!
In quarantena abbiamo un sacco di tempo, così ho deciso di fare le famose, o famigerate, pulizie di primavera. Non mi sono concentrata solo sulle cose materiali, ma anche su idee, progetti mai partiti o semplicemente non più adatti a questa fase della mia vita, persone, libri... no, quelli no.
Non sono un'accumulatrice seriale, ma ad essere onesta faccio una gran fatica a buttar via le cose, questo gesto fa nascere in me un senso di colpa molto fastidioso. Credo sia dovuto all'educazione e al fatto che buttare via qualcosa possa significare una perdita definitiva. "E se poi mi servirà?"
Bene, ho ragionato molto su questa cosa, non sapevo da che parte iniziare. Ma appena ho aperto l'anta dell'armadio riservato ai vestiti eleganti ho avuto un'illuminazione. Erano le paillettes, ma anche un sentore di chiarezza interiore. Che bella sensazione quando capita!
Davanti a me questo meraviglioso abito da sera, il più bello, quello che amo in assoluto e che mi emoziona. Ha qualche anno ma è in condizioni perfette perché indossato pochissimo, nelle rare ed importanti occasioni. Quanti bei ricordi, quell'abito rappresenta alcuni momenti indimenticabili, tra i più importanti della mia vita. 
Ma ora questo vestito è troppo largo, io sono cambiata con il tempo. Che fare? 

Farlo stringere? Impossibile, il tessuto è così raro, prezioso e delicato che non può essere tagliato, ricucito e risistemato. 
Tenerlo lì? Per cosa? Ormai il mio corpo è cambiato e mi piaccio così, tornare ad indossarlo, significherebbe fare marcia indietro. Com'è che si dice? Bisogna puntare in alto, andare avanti a testa alta verso una continua crescita e guardare indietro non serve, ci siamo già stati. 
Buttarlo? Forse, ma il gesto mi lascerebbe un vuoto dentro che farei fatica a sopportare.

Pensando a diverse possibilità, ho finalmente trovato la mia soluzione. Quella adatta a me.
Io sono attrice e solitamente attingo a cose, esperienze ed emozioni personali per interpretare questo o quel personaggio. Non posso buttar via un capo che è stato così importante per me. Allora lo trasformo. lo taglio e lo modifico per farne altro e utilizzarlo per qualche spettacolo.
Ma prima di metterlo nel "baule dei ricordi, copioni, emozioni, cose, abiti, persone da riutilizzare", scatto una foto di quel meraviglioso abito. In modo da tener l'immagine come riferimento, o monito, per il prossimo vestito che indosserò. Una volta indossato l'abito dei miei sogni, ho ben in mente le caratteristiche, il tessuto, il taglio che deve avere e le emozioni che mi deve trasmettere. È uno standard sotto cui non scenderò.  Anzi, sono sicura, sarà migliore. 

Ma chiudiamo l'armadio, che c'è ancora tanta vita da vivere fuori, anche in quarantena.
Questa settimana è stata abbastanza piena, tra studio, registrazioni video di letture, provini e passeggiate in giardino con la piccola Dana. 
Come quella precedente anche questa settimana ha visto due incontri denominati LETTURA ALL'ORA DEL THE, attraverso dei video in diretta su Instagram (profilo @catress_eye). 
Ormai abbiamo fissato due pomeriggi della durata di 30-40 minuti ciascuno, il giovedì e la domenica, sempre alle 17.
Il primo era dedicato alla lettura di La Signora Letizia e i gatti randagi, una fiaba di Luigina Battistutta, mentre il secondo ad Alessandro Sciacca, un amico che ci segue e che ha scritto dei racconti e delle poesie molto belli. Una l'avete già letta qui sopra. Testi che parlano di ritmo interiore e della natura, del bosco, dei sensi e degli elementi naturali, quasi con riverenza e sicuramente con grande rispetto e amore. Parole cariche di immagini, urgenze, energia. È stato un pomeriggio forte. Se volete seguire Alessandro, lo trovate su Instagram con il nick name @cainomacellaio. Tra l'altro nel suo feed posta un sacco di Arte, davvero una gran fonte di pillole artistiche quotidiane!

Inoltre, stiamo progettando, con molta calma e serenità, il viaggio che intraprenderemo una volta riacquistata la libertà. Un viaggio molto bello e ragionato sulla situazione che stiamo vivendo ora. Nel prossimo articolo parleremo di questo!

Ci vediamo giovedì e domenica alle 17 sul profilo @catress_eye con la LETTURA ALL'ORA DEL THE, dove, questa volta, il protagonista sarà il gatto.

Rimanete sintonizzati!

Un abbraccio forte!

-CatressEye-