CI STIAMO PREPARANDO!

Finalmente si potrà fare qualche escursione.

 Stiamo scalpitando! 

Vogliamo trovarci preparate, così ci stiamo allenando. Come? Uscendo e orbitando intorno alla nostra abitazione. 

Dopo più di due mesi a casa finalmente la prima uscita insieme. Potendoci muovere solo a piedi abbiamo fatto una camminata vicino casa. Volevo raggiungere un luogo che frequentavo durante la mia infanzia, una collina e una vecchia ferrovia. Un luogo per me magico e custode di meravigliosi ricordi. Purtroppo però il sentiero che conoscevo per arrivarci è completamente scomparso sotto cespugli e arbusti cresciuti nel tempo, così ci siamo fermate prima.


Prima di uscire abbiamo preparato tutto quello che ci serviva; in realtà ben poche cose, vista l'assenza di percorsi impegnativi.


Quindi:
- abbigliamento comodo,
- scarpe da trekking. Scelgo di indossare queste perché so che Dana ama i luoghi molto fangosi, i mucchi di pietre, l'erba alta etc, e dato che avrà il guinzaglio la dovrò seguire OVUNQUE. Ebbene si, lascio che si sporchi, che esplori zone anche un po' più selvagge, altrimenti non avrebbe senso, ci limiteremmo al giardino di casa. 
- Zaino per Dana. Ne ho acquistato uno su Amazon molto economico. Per quello che ho pagato va molto bene ma devo ammettere che mancano delle cose secondo me fondamentali. Dedicherò un articolo a questo, perché credo sia molto importante avere uno zaino bene attrezzato.
- Pettorina e guinzaglio. Decido di non portare nulla per allungare il guinzaglio perché le prime volte Dana potrebbe essere troppo agitata e piena di adrenalina, scattare e infilarsi in posti strani e soprattutto perché potrebbero esserci animali liberi. Un guinzaglio troppo lungo mi impedirebbe di raggiungerla immediatamente e metterla in salvo. 
- Marsupio o borsina da appendere ai pantaloni. Per questo tipo di uscita serve portare davvero poca roba, come per esempio un pacchetti di fazzoletti, le chiavi di casa, il cellulare e poco altro. Ah, in questo periodo ... sì alla mascherina e ai guanti per proteggerci dal maledetto.

FEEDBACK: Dana è stata brava, non era mai uscita fuori dalla proprietà, era curiosa, ha mangiato erba, rincorso le farfalline ed esplorato nel fango. 

Unico neo, lo zaino. All’inizio era tranquilla, anche se notavo un po' di fastidio quando mi fermavo troppo. Invece quando riprendevo a camminare si "tranquillizzava", probabilmente perché la curiosità, gli odori e posti nuovi la distraevano. 

Poi la nota un po' più dolente: il ritorno. Dopo aver assaporato la natura, non voleva saperne, comprensibilmente, di rientrare nello zaino... e una volta dentro, ogni tanto si agitava. Inizialmente mi piangeva il cuore, ma credo sia il giusto compromesso. Vederla così felice nel suo essere selvaggio, curioso e giocoso mi allontana da ogni senso di colpa dato dalla "costrizione" dello  zaino. Dovremo semplicemente abituarci... anche perché Dana non è un cane, non mi segue nella camminata, quindi la passeggiata va fatta con lei nello zaino e le soste vanno pianificate in luoghi tranquilli e isolati per farla uscire e seguirla così nei suoi movimenti.

LO ZAINO: Vorrei spendere un paio di parole su questo formidabile e necessario oggetto. Vi racconto un po' il mio approccio, del tutto personale, che non vuole essere un consiglio professionale ed oggettivo.
Considerando il fatto che Dana è una micia selvaggia, non ama stare troppo chiusa in un luogo per tanto tempo (figuriamoci in uno zaino), ho deciso di procedere per gradi. 

Appena ricevuto e scartato, appoggio lo zaino aperto sul pavimento, in modo dare la possibilità a Dana di farci amicizia. Infatti, dopo averlo annusato per bene, decide di entrarci di sua volontà, come se fosse una delle scatole che le lascio in giro per casa. Quindi, step uno, andato.


Arriva il fatidico giorno dell'uscita. Tento inizialmente la strategia dell'entusiasmo umano: la prendo e cerco di inserirla nello zaino. ERRORE! Potete immaginare la reazione di Dana: "Nessuno mi dice cosa devo fare, chiaro..?".
Così decido di usare la strategia della MORBIDEZZA. Qualcosa tipo "Dana, luce dei miei occhi, mi porteresti a fare una passeggiata?"
Allora la chiamo e aspetto che si decida di salire sul mobile in cucina, vicino alla portafinestra dalla quale usciamo per andare in giardino. Quella è la postazione dove ci prepariamo con pettorina e guinzaglio. Già con lo zaino indossato (non sulla schiena ovviamente ma come nella foto in copertina), la preparo e attendo che entri da sola e piano piano... 

Ora, non che sia stata una passeggiata eh, ma abbiamo trovato un compromesso. Leggermente diverso è stato invece il ritorno, come ho raccontato sopra... ma ci lavoreremo su!   

Continueremo ad allenarci in vista della nostra prima piccola ma vera avventura, in un luogo meraviglioso di Trieste.


Rimanete sintonizzati!

Vi abbracciamo forte

-CatressEye-


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